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I PROGETTI IN ITALIA E IN INDIA

Tutte le opere da noi sin qui realizzate, pur nella molteplicità delle loro esecuzioni, pur nella diversità delle loro applicazioni, pur nella poliedricità delle loro motivazioni, hanno un punto di origine comune.
Lo stesso impegno che anima le nostre azioni arriva da quel punto d’inizio. La scintilla che ha dato il via al motore di tutto ha un nome: Antonio Zanotti, anzi padre Antonio Zanotti capp., dove il “capp” sta per cappuccino, frate francescano che vive sulla sua pelle, in prima linea, in un mondo senza più consolatori e ispiratori, gli insegnamenti del suo amato san Francesco.
Le vie per lui predisposte, lo hanno portato in oltre mezzo secolo, aiutato da carismi non comuni, a dar vita a una moltitudine di realtà rivolte ai reietti, ai preclusi, agli ultimi che la società ha relegato ai margini della vita. E proprio con questi, ridando loro dignità e futuro, lui ha dato vita a realtà tanto belle che nulla hanno da invidiare ai bagliori tarocchi della cosiddetta vita civile.
Mai nulla è abbastanza bello per i suoi ragazzi, e quando si dice ragazzi non si fa riferimento ad età anagrafiche, perché da lui trovi dal neonato agli anziani. Una grande moltitudine di persone che lui ha raccolto quando sono cadute, le ha rialzate e ha dato loro forza e mezzi per tirare avanti. Tutto solo con la sovrumana potenza della sua fede, che, come quotidianamente ci dimostra, può spostare montagne, e di quel Dio che lui ama, contraccambiato, alla follia. Un amore di poco superiore a quello che prova per Maria, la sua Mamma celeste.

Antonio, per tutti “il padre” ha dato vita a tutta una serie di opere che fanno riferimento alla sua Comunità Oasi7 (www.oasi7.it), sette come le Opere di misericordia corporale. Opere realizzate in Italia e in India destinate al disagio psichico, alle tossicodipendenze, alla maternità abusata e offesa, agli anziani malati e soli, agli immigrati disperati e lasciati in balia delle forze del male, ai più poveri tra i poveri del Sub-continente indiano. Ai poveri di spirito della sub-nazione italiana.
Abbiamo conosciuto il padre all’inizio del nuovo secolo. Subito l’incontro si è trasformato in un legame fraterno inossidabile, che si è materializzato nella ideazione e realizzazione di un periodico per le comunità, un bimestrale dal nome biblico Effatà, che vuol dire “apriti!”. Un giornale impaginato e diretto da Gigi sino all’arrivo in comunità di un ragazzo che ne ha assunto le redini. Una amicizia che ci ha portato a dedicare al padre il primo pozzo realizzato in Benin, a non tralasciare mai occasione di aiutarlo e di volergli bene.
Tra i nostri interventi di ultima realizzazione ci sono le attività di supporto al ristorante Io&te, le lavorazioni fatte in nome e per conto della Comunità presso la Fondazione don Gnocchi di Milano, le cene speciali dove Paola, in compagnia di grandi chef a noi legati, ha potuto esprimere il meglio di sé, la bellissima Fiat 124 coupé donata dalla Cars for Africa e spesa come primo premio di una importante lotteria a beneficio della comunità, la collaborazione con Adelante, la realtà tipografica della comunità e tante piccole quotidiane attenzioni che rivolgiamo al grande progetto del nostro caro padre.

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