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IL PROGETTO IN TANZANIA

La nostra sede ospita spesso le riunioni del consiglio direttivo del Lions Club Treviglio Host. Nella cena sociale del 15 maggio 2012, era presente un ospite d’eccezione: baba Fulgenzio, al secolo padre Fulgenzio Cortesi.

Baba Fulgenzio – baba in swahili significa “padre” – è un religioso cui la bellezza di tredici anni fa, erano stati diagnosticati due tumori con un’aspettativa di vita di due mesi. Deciso a finire il suo cammino nelle vesti del missionario, chiedeva e otteneva dispensa, dai suoi superiori, di piantare tutto e andarsene a morire in Africa.

L’uomo però propone ma è Dio che alla fine dispone e, contrariamente a ogni pronostico scientifico, baba Fulgenzio inizia, tra una chemio e l’altra, un progetto impegnativo: dare vita al “Villaggio della gioia”, un villaggio dove ridare dignità a moltissimi bambini orfani e abbandonati. Incomincia quindi il suo difficile cammino a Dar es Salaam, dove dà vita al suo progetto e intimamente concorda un patto col suo Signore: “finché non ha finito la sua opera, la morte gli deve essere procrastinata”.

Da quel lontano 2000 di mesi di vita baba Fulgenzio ne ha vissuti molti, a dispetto dei medici. Molti mesi e moltissimi progetti si sono succeduti così da non far mai scrivere “fine” alle iniziative da lui intraprese, gabbando bellamente Sorella Morte. Infiniti progetti e la bellezza di 100 bambini vengono legalmente adottati dal religioso.

L’incontro nella nostra sede con baba Fulgenzio, un vero santo vivente, non ci può lasciare indifferenti e subito tra lui e la nostra famiglia scatta un’intesa ricca di emozione e di reciproca (nel nostro caso immeritata) ammirazione, testimoniata dalla fraterna dedica donataci col libro che festeggia i dieci anni della sua opera.

Nello sguardo tra Paola e Gigi – presidenti delle due associazioni – l’intesa è immediata e senza proferir parola prende forma l’intenzione di contribuire, per quanto ci è possibile, al sogno del grande “baba”. Si decide così all’unisono di offrire tutto l’incasso della cena, 500 euro, al nostro ospite, accollandoci le spese vive delle vivande.

La serata finisce, come sempre finiscono le cose belle, troppo velocemente. Baba Fulgenzio riprende il suo cammino lasciandoci con un indimenticabile abbraccio e una preziosissima benedizione, legando tra noi l’indissolubile nodo dell’amicizia.

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